Consalvo Carelli

Napoli 1818 - 1900

Biografia:

Essendosi fino da fanciullo dedicato alla pittura all'acquerello, si fece in breve una bella fama, in tale campo dell'arte; e, postosi poi sotto il pittore Leith, inglese, si perfezionò nel paesaggio e nelle marine. Studiò a Roma, poi tornò nuovamente a Napoli, da cui partì quindi per Parigi ove fu ammesso a Corte, e dove eseguì vari quadri per le gallerie di Versailles e per il Palais Royal. Avendo preso parte all'Esposizione del Louvre del 1842 e a quella del 1843, ottenne nella prima la medaglia d'argento e nella seconda la medaglia d'oro. Dopo una assai lunga residenza in Francia, tornò in patria, ove non gli mancarono le ammissioni ed anche le onorificenze. Cambiata la forma di governo del suo paese, egli fu tra gli artisti che ebbero dalla Casa Savoia le prime commissioni, e dipinse, per conto dell'attuale nostra Regina, che fu pure sua allieva, molti preziosi acquerelli. Robusto coloritore e paesista splendido, Consalvo Carelli non poteva non suscitare entusiasmo ovunque i suoi quadri venivano esposti, e i più grandi personaggi del nostro secolo vollero possedere qualcuna delle luminose marine o qualche paesaggio o acquerello di sì potente ingegno. L'imperatore di Russia ebbe i due quadri: "Napoli dal giardino di Portici"; e "Il Panorama dell'eremo di Camaldoli"; Napoleone III un "Album" con più di cento disegni; l'ex regina di Napoli un acquerello la "Piazza della Vicaria"; l'ex re, "Zolfara di Pozzuoli", che trovasi a Capodimonte; il re Vittorio Emanuele, molti quadri rappresentanti "Scene del brigantaggio", ecc. Quest'ultimo sovrano anzi lo insignì della croce dei Santi Maurizio e Lazzaro. Gli acquerelli di questo artista hanno la stessa potenza di colorito dei quadri ad olio. Nei suoi paesaggi egli dimostra che sa cogliere il sentimento intimo della natura e delle cose, nelle sue marine le acque, le barche, il cielo, il sole che illumina la scena, danno una tale risultanza di verità, che sbalordisce. Basterebbe citare i quadri: "Il golfo di Napoli visto dalla tomba di Virgilio", che trovasi a Monza; "Un uragano su Roma", che espose a Napoli nel 1877; "Avanzo di portici della antica scuola medica salernitana, presso Vietri"; "L'entrata della Sibilla Cuma nel lago di Averno", ed altri, per ricordare pochi dei molti capolavori di questo artista. Nè il Carelli si contenta di essere artista, chè, nelle ore in cui posa il pennello, sa ben trattare la penna; è suo uno scritto "Intorno ai mezzi elastici dell'arte", come gli appartengono parecchie biografie d'artisti. Egli ha dato il battesimo dell'arte a molti giovani pittori, ed ha la consolazione di veder mantenuta la tradizione della sua famiglia nel figlio Giuseppe, anch'egli eccellente paesista. (Fonte De Gubernatis)

Consalvo Carelli

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